CARNEVALE NELLE MARCHE

Tutto pronto per la festa danzante con gli amici di Amatrice

A questa sera!!!

 

 


Seconda tappa - Carnevale nella scuola media di Acquasanta Terme

Monica Mancini Cilla - Presidente Maria Benigno e Assessore di Maltignano

Prima tappa del nostro viaggio nel Centro Italia a Maltignano. Marta e Alex consegnano tanti giocattoli alla scuola dell'Infanzia. La Preside con le insegnanti ringraziano Bambini Ancora.


 

Giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo

7 febbraio 2020: Giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo

Le parole feriscono, molto più di quanto si creda. Soprattutto se la potenza degli insulti arriva tramite il web. Ogni giorno in molte scuole si registrano episodi di bullismo e cyberbullismo, un ragazzo su quattro in Italia tra 11 e 17 anni è stato coinvolto. ll bullo c’è sempre stato ma negli ultimi anni si riscontra maggiore rabbia, aggressività, mancanza di empatia. E si abbassa l’età: prima il bullo aveva dai 14 ai 16 anni; ora si inizia già tra i 7 e gli 8 anni.

La definizione di bullo risale al 1996, allorchè Dan Olweus ha affermato che “uno studente è vittima di bullismo, ovvero è prevaricato e vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, ad azioni offensive da parte di uno o più compagni”. In linea generale sono
identificabili tre tipi di comportamento aggressivo, tutti e tre caratterizzati da intenzionalità, persistenza e squilibrio di potere:
violenza fisica diretta
• violenza verbale
• violenza relazionale (indiretta) caratterizzata da violenza psicologica (diffamare, isolare, escludere la vittima).

Nel caso poi degli adolescenti, un abuso, nell’era dei social network, rischia di divenire “virale”. È importante quindi un intervento precoce, agendo sia sulla vittima sia sul bullo perché sono entrambi espressioni, uguali ma opposte, di un profondo disagio affettivo e relazionale. Il rischio è anche quello di sviluppare da adulti crisi di ansia, autostima, depressione o comportamenti antisociali.
Ma quali sono i campanelli di allarme?

-alterazioni dell’umore, come aggressività, nervosismo, irrascibilità, ma anche depressione, apatia e ricerca della solitudine

-uso prolungato o abuso di dispositivi elettronici (smartphone, tablet) con difficoltà al distacco

-disturbi somatici, quali perdita di peso o incremento eccessivo, mal di testa, alterazione del sonno, disturbo di concentrazione scolastica

I genitori rappresentano un modello importantissimo da cui i figli prendono l’esempio sin dai primi anni dell’infanzia; di solito i comportamenti vissuti in famiglia vengono riproposti nella relazione con i coetanei. Genitori permissivi, che difendono i figli in ogni occasione e spesso senza una valida ragione, possono favorire atteggiamenti aggressivi e arroganti nei confronti dei loro compagni più deboli.

In generale un contesto educativo e culturale che propone modelli violenti, che istiga la competizione, che giustifica l’uso della violenza e la utilizza per far valere le proprie idee, è predisponente a comportamenti da “bullo”.

Tuttavia, se i genitori sono presenti ed attenti, se hanno un dialogo costante con i propri figli, se educano al rispetto e all’accoglienza dell’altro e del diverso, se li aiutano a perseguire degli obiettivi, spesso riescono a tenerli lontani dai contesti che possono favorire l’insorgenza di questi atteggiamenti aggressivi.

Dal 2017 c’è una legge che protegge le vittime di bullismo e cyberbullismo, ma bisogna rafforzare la prevenzione, un’operazione culturale che necessiterebbe di adeguati finanziamenti che sono invece del tutto insufficienti, soprattutto per le scuole.

A CARNEVALE PUOI....

... FESTEGGIARE INSIEME A NOI !


 

LA SCOMPARSA DELLA PEDOFILIA

Nella trasmissione “Storie italiane” la conduttrice Eleonora Daniele ha concluso dicendo: “… e non ditemi più che lì la pedofilia non esiste!” in riferimento ai fatti di Poggioreale.

Devo rispondere, come presidente dell’associazione IAD Bambini Ancòra ODV, la quale lavora da 22 anni per cercare di tutelare i “Nostri” bambini, che forse non esiste proprio più nella mentalità di chi (governanti, giudici) dovrebbero riconoscerne l’esistenza e contrastarla, forse per i troppi interessi economici che la sostengono.

I processi per pedofilia sono pressoché scomparsi (tranne sporadici casi per pedopornografia). E così le condanne.

Vi è da gioirne? Certamente no.

La pedofilia esiste (non solo nella Chiesa…), è una patologia psichiatrica ben definita e presenta una diffusione nel mondo ben conosciuta: anni fa veniva calcolata l’esistenza in Italia di almeno 5000 pedofili, persone legate spesso tra loro via internet. Persone che festeggiavano (o festeggiano) l’International BoyLoveDay (la giornata mondiale dell’amore pedofilo).

Dall’esperienza della nostra associazione dobbiamo confermare, con amarezza, che la pedofilia sembra dichiarata realmente estinta in Italia, o mai esistita, e che tutte le denunce e le segnalazioni dei minori sono ed erano frutto di una mente malata o di invenzione da suggestione esterna.

Siamo convinti invece che i Nostri bambini debbano essere tutelati e difesi soprattutto prevenendo il fenomeno dell’abuso su cui siamo impegnati e su cui auspichiamo ancora una volta l’intervento e la collaborazione delle Autorità non solo a Poggioreale ma in tutta Italia.

Maria Benigno

Presidente IAD Bambini Ancòra ODV

Via Procaccini 34 Milano

www.bambiniancora.org