“C’era una volta…il medico di famiglia – Una proposta di controriforma del SSN”

Chi è il Medico di Famiglia? Che cos’è la Medicina di Famiglia? Quale futuro attende la professione? Il libro, incrociando la storia e l’esperienza italiana con quella di Paesi Europei ad elevato standard medico-assistenziale, offre uno spaccato fedele della sanità di casa nostra, non senza risparmiare critiche all’organizzazione di un sistema che, in un’ottica di razionalizzazione delle risorse e ottimizzazione dei budget, tende a trasformare il medico in un burocrate. “Per anni si è insistito sull’opportunità di evitare gli sprechi – affermano gli autori -. Oggi però sembra che il grosso del lavoro sia a carico del medico di famiglia, costretto a fare i conti con continui disincentivi: gli emolumenti sostanzialmente bloccati, l’esercizio della libera professione con modalità da lavoratore parasubordinato, l’obbligatorietà di corsi di aggiornamento nelle ore serali e il sabato che non giovano all’arricchimento professionale ma dissipano risorse.

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Un aiuto concreto per la Siria

Gli amici di FattoreFamiglia ci hanno inviato questo appello per la raccolta medicinali destinata alla Siria.

Chiunque volesse contribuire con qualche scatola di medicinali può portarla presso il nostro centro a partire da LUNEDì 2 SETTEMBRE.

Cari amici,

di fronte alle immagini dei bambini barbaramente uccisi in Siria non si può fare finta di niente.

Appena ho visto quei corpicini di quattro o cinque anni ammassati uno di fianco all’altro, ho capito che, nel mio piccolo (piccolissimo), avrei dovuto fare qualcosa.

Il numero di bambini rifugiati fuggiti dal conflitto in Siria ha raggiunto oggi la drammatica soglia del milione.

Sono dati che mi sono arrivati tramite un comunicato stampa dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Acnur) e dall’Unicef.

Del milione di bambini e minorenni costretti a fuggire dal proprio Paese, circa i tre quarti, 740mila, hanno meno di undici anni.

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Il Perù chiama...BambiniAncora risponde!

Progetto 'Ospedalino'

 Le strutture ospedaliere a Pucallpa, come nel resto del Perù, sono carenti da tutti i punti di vista; non esiste nessuna forma di assistenza gratuita né lungo degenze per anziani e malati terminali; per le patologie più serie occorre ricorrere agli ospedali della lontana capitale e il malato è abbandonato a se stesso.

Per il grosso della popolazione non abbiente e privo di un minimo di cultura è un problema difficilmente sormontabile e pertanto intervenire in questo campo costituisce una forma eccellente di carità, che da credibilità all’opera di evangelizzazione.

Il Vicariato ha ricevuto di recente, da una ONG che si è ritirata, un piccolo edificio adattabile a struttura sanitaria di prima accoglienza, con ambulatorio, farmacia a basso costo nonché 20 posti letti per degenze di emergenze soprattutto per gli ammalati in gravi condizioni e gli anziani incurabili, spesso provenienti dai villaggi del fiume, che i parenti portano negli ospedali della città e poi abbandonano.

I fondi per la ristrutturazione sono arrivati. Qualcosa si sta movendo nella ricerca di personale medico e infermieristico.

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