Carissimi amici,

a Port au Prince la vita sta cominciando a rientrare nella quotidianità di sempre anche se le macerie che coprono ancora migliaia di morti ricordano a tutti la tragedia che pochi secondi di caos hanno generato. Una tragedia che segnerà la storia di Haiti per i prossimi anni.
Il caos degli aiuti continua isterico, pesante, appariscente e rumoroso: il traffico è triplicato, lo smog anche, soldati dappertutto che distribuiscono con i carri armati il cibo alla gente, code infinite intorno alle autobotti che portano acqua.
Tutto ciò stanca: stanca gli haitiani che a un mese dal terremoto ancora non capiscano cosa ne sarà di loro, stanca noi che siamo costretti a tempi lunghi e ad organizzazioni formali.

A Waf la vita continua. L’ambulatorio pediatrico San Franswua lavora tutti i giorni con una pediatra spagnola, Blanca e tre suore sudamericane giuntte in mio aiuto offertemi da differenti congregazioni… James, Alex e Puchon mi dicono che finalmente posso fare il capo e non lavorare ma ordinare agli altri di farlo!!! Invece io avendo chi mi hestisce l’ambulatorio posso muovermi in giro per Waf per organizzare altre cose: intanto sono diventata amica dei nostri della Protezione Civile e con i soldati della Cavour.

Ho chiesto loro did armi una mano mettendo un’altra tenda accanto alla mia e di mandarmi medici che possano fare visite agli adulti così possiamo arrivare veramente a tutti. Da lunedì quindi la Klinik San Franswa è raddoppiata. In appoggio la nave Cavour prende a bordo chi necessita di cure particolari o esami specifici (radiografia, ecografia, tac): è una festa per tutta Waf vedere la lancia dei soldati ripartire da uno sgangherato molo fatto di copertoni (il molo vero è andato distrutto dal terremoto, Waf è l’unico punto dove si è formata una profonda spaccatura che oggi l’immondizia sta piano piano tappando) con a bordo qualche bimbo haitiano che per un momento si sente la persona più importante del mondo!!!

Ma non finisce qui: i ragazzoni della Protezione Civile ce la stanno mettendo tutta per darci una mano. Paolo, Massimo, Susanna, Luigi… e via via tutti quelli che ogni giorno vengono a trovarci stanno dando tutto per aiutarci a ricostruire Waf Jeremie. Con le scavatrici hanno spianato un’area togliendo macerie e immondizia, stanno con le macerie creando un muro che circoscriva l’area, hanno cominciato a posizionare le tende. Se avremo lo spazio ne metteremo 200, se no quelle che ci staranno.

In tre tende inizieremo dei centri bambini con attività ludico-educative, una tenda sarà sostegno ai bimbi denutriti con cui abbiamo ricominciato il nostro programma “Una speranza per Job” (FOODS FOR THE KIDS ci ha donato 300 chili di MedikaMamba), una tenda sarà il refettorio perché da lunedì prossimo inizieremo un servizio mensa per i bimbi della baraccopoli. Tanti amici ci stanno aiutando e si comincia a trovare cibo da acquistare all’unico supermercato che ha riaperto. Chiederò a trenta donne di Waf di cucinare riso e fagioli per noi e di portarmelo a mezzogiorno. Poi inizierà la distribuzione alla lunga fila di bimbi che ogni giorno ci chiedono da mangiare. Darò alle cuoche riso, fagioli e carbone e le pagherò per il lavoro, così comincerò a dare lavoro a questa gente. In particolare sosterranno il progetto gli amici di BAMBINI ANCORA di Milano e don Renato di una parrocchia di Novara.

Nelle tende le prime 400 famiglie cominciando dalla zona più vicina al mare: le macerie saranno rimosse e le baracche rimaste in piedi abbattute. Comincermo a ricostruire casette semplici, fatte di due stanze. Piano piano le famiglie potranno ricevere una casa e lasceranno la tenda ad un’altra famiglia. E così via. Susanna, ingegnere della Protezione Civile, è già al lavoro per darmi una mano. Oggi è in giro per Port au Prince per vedere che materiali si trovano qui ed i prezzi; domani con i Vigili del Fuoco verrà a studiare il terreno ed a prendere informazioni che le permettano di dirci come e dove iniziare i lavori. KAY LA sosterrà la ricostruzione.
Da due settimane stiamo anche portando tre autobotti di acqua al giorno da dsitribuire gratuitamente alla gente: l’associazione italiana CESVI ci sostiene come anche ci assicura alimenti per sostenere 500 famiglie.

Non ci fermiamo mai!!! E tanta tanta gente mi scrive per capire come aiutarci.
Ringrazio tutti amici di sempre o sconosciuti perché se oggi possiamo rispondere al bisogno di questa gente è perché in tanti ci danno fiducia e ci aiutano a rendere più leggera la quotidianità dei nostri amici haitiani.

Oggi poi abbiamo cominciato a distribuire cibo a 100 famiglie. Dopo tre deistribuzioni fatte per l’emergenza, siamo finalmente riusciti ad organizarci ed a far capire alla gente che aiuteremo tutti per cui non c’è bisogno di litigare per ricevere il pacco settimanale. Le prime cento famiglie sono state scelte tra chi ha perso tutto e sta vivendo in strada, ha bimbi piccoli o donne gravide. Hanno ricevuto una tessera e questa mattina pagando ognuno pochi gourdes hanno affittato due grossi camion che li hanno portati alla missione… non vedendoli arrivare avevo pensato che forse eravamo troppo lontani perché venissero fino a qui… ed invece verso le dieci ecco comparire il viso allegro di Alex alla mia finestra che fiero per l’organizzazione riuscita mi dice “Mamer…nu tout là …. Ci siamo tutti!!!”. Le suore della missione erano allibite dall’ordine: tutti giù dai camion seduti all’ombra con la loro tessera in mano in attesa di essere registrati e di ricevere un pacco di alimentari ricco: riso, pasta, fagioli, tonno e carne in scatola, latte, succo di frutta, olio, salsa di pomodoro, biscotti, omogenizzati. A tutti pane appena sfornato (alla missione abbiamo ricevuto dalla Regione Lombardia farina e lievito e le donne della missione preparano ogni giorno il pane da distribuire alla gente) ed una sacca di acqua potabile da 5 litri.
In un ampio d’ore la distribuzione era finita e la gente ripartiva contenta ringraziando.

Sono contentissima perché la gente sta costruendo con noi il suo futuro.

Adesso aspetto l’arrivo martedì dei primi amici volontari: Ferdinando e Rosaria di Recco che da anni mi seguono mi portano altri cinque amici che si inseriranno per due settimane nelle attività di cui vi ho parlato. L’arrivo di Ferdinando ed Isa, medici, mi permetteranno da mercoledì di aprire una seconda tenda ambulatorio a Fort Dimanche, baraccopoli accanto a Waf Jeremie rasa al suolo completamente. Anche lì siamo i primi ad arrivare dopo il terremoto.
Dopo di loro arriverà Jon con suo fratello, un aitante marine americano che dopo anni di Iraq mi chiese di venire ad aiutarmi e da allora ogni anno torna due o tre settimane a darmi una mano; e poi Chris di Chicago, infermiera in pensione che da anni viene ogni tre mesi ad aiutarmi… e poi…..

Vi aspetto tutti… ho bisogno di aiuto.

Un caro abbraccio a tutti e buon cammino di Quaresima

Marcella

Port au Prince, 20 febbraio 2010

Quella che avete appena letto è la lettera di suor Marcella arrivata ieri domenica 21 febbraio.
Oggi tutti i soldi raccolti per grazie alla generosità di tanti amici (che bello!) hanno preso il volo per Haiti e domani raggiungeranno suor Marcella che li utilizzerà come ci ha scritto. Anche noi abbiamo il desiderio di raggiungerla per “darle una mano” per cui la raccolta continua. Ognuno di voi può organizzare aperitivi, piccole raccolte nei propri ambienti di lavoro, banchetti dell’associazione dove ne ha la possibilità e comunque per qualsiasi piccola o grande iniziativa vi daremo una mano con i nostri volontari.
Un abbraccio forte forte a tutti MARIA e tutta “BAMBINI ANCORA”