Port au Prince, 6 febbraio 2010
Carissimi amici, non abbiamo ancora una buona connessione internet per cui riesco a spedire e ricevere solo alle 4 del mattino quando le linee non sono sovraccariche ed i satelliti funzionano meglio.
Sono a Port au Prince ormai da tre settimane e la cosa che mi colpisce è che in mezzo alla distruzione ed al dolore gli haitiani hanno ricominciato a vivere la loro quotidianità fatta di fatica e dolore da sempre. Il terremoto ha infatti aggiunto distruzione ad una realtà già pesante e la macchina allucinante dei cosidetti aiuti umanitari non fa che creare situazioni ancora più pesanti.
Io sono tornata alla missione dei padri scalabriniani dove avevo vissuto l’ultimo anno e con padre Giuseppe abbiamo creato una rete di sostegno alle varie comunità religiose con cui siamo amici da anni. Ho passato quindi i primi giorni andando a cercare i nostri amici per vedere come stavano e capire come poter essere loro di aiuto: ho visitato i padri Camilliani, due comunità di padri Francescani, le suore Salesiane, le suore ed i fratelli di Madre Teresa di Calcutta, i padri Monfortani, le piccole sorelle di Charles de Foucolt, le suore della Saggezza, le suore di Santa Teresina del Bambin Gesù, alcune congregazione diocesane haitiane …. Ho incontrato il rettore del seminario ed il nunzio apostolico, ho cercato di capire come poter essere di aiuto alla Chiesa.
In tanti ci stanno sostenendo attraverso l’Associazione Kay La che sta ricevendo aiuti anche dall’Associazione Micromondo, amici da sempre, e da altre realtà che in questi anni mi hanno seguito e sostenuto in giro per il mondo.
Da questi incontri è nata una rete che ha come centro la missione scalabriniana che offre ampi spazi e al cui interno abbiamo creato un magazzino in cui facciamo arrivare aiuti alimentari che dividiamo tra le comunità religiose in base alle loro richieste. Le famiglie religiose sono impegnate sulla strada, chi gestendo i campi di fortuna che gli haitiani si sono creati da soli visto che la burocrazia del mondo rallenta paurosamente l’arrivo degli aiuti, chi accompagnando le famiglie della zona… tanti uomini e donne di ogni parte del mondo che con la gente stanno cercando veramente la strada della Speranza per ricominciare.
Come sapete dai giornali la Chiesa haitiana ha avuto molte perdite: l’arcivescovo di Port au Prince, che mi accolse alcuni anni fa in diocesi, il suo vicario ed il cancelliere sono morti. Per ora si parla di 47 morti tra i religiosi ma i dati sono incompleti perché molti non si trovano ancora e poi perché le comunicazioni tra noi sono difficili.
Le Figlie di Maria hanno perso 13 suore tra cui la superiora provinciale, casa e scuole distrutte; le Figlie di Maria Regina Immacolata hano perso due suore, la casa e la scuola; i Fratelli dell’Istruzione cristiana hanno perso due fratelli, la casa provinciale e tre scuole; i padri Monfortani hanno perso 11 seminaristi: erano nel pullmino in coda con le altre macchine di altri seminari, al termine di una conferenza per seminaristi….
La prima macchina, i seminaristi camilliani si sono attardati a chiacchierare ed hanno bloccato l’uscita delle altre macchine… quando la macchina dei camilliani si è mossa…troppo tardi il sisma faceva crollare il tetto del garage ed il pulmino dei monfortani restava schiacciato dalle macerie portandosi via gli undici ragazzi; Le Figlie della Sapienza hanno perso 6 suore, le case e la scuola; 4 Piccole sorelle di Santa Teresa sono morte e con loro 7 professori e 60 studenti della loro scuola; 2 Piccoli Fratelli si Santa Teresa hanno eprso la vita e cinque case distrutte; i padri salesiani hanno avuto 3 morti, perso una casa ed una scuola.
Padre Stra, da anni impegnato in una casa-scuola per restavek, i bambini venduti per lavoro a famiglie private, ha riportato pesanti ferite ed è stato trasferito nella Repubblica Domenicana per le cure necessarie. I Padri della Santa Croce hanno avuto 1 morto ed una casa distrutta; i padri Spiritani hanno perso un sacerdote, una casa ed una scuola; le suore di Sant’Anna hanno perso una sorella, una casa ed una scuola; le Figlie della Carità di San Vincenzo hanno perso una suora ed hanno gravi danni alla casa.
Altre comunità hanno visto la propria casa distrutta dal terremoto: i Chierici di San Viatore; i Frati Minori; i Fratelli del Sacro Cuore; i Missionari Oblati di Maria Immacolata; le Suore della Carità di St. Louis; le Suore Domenicane della Presentazione; le Religiose di Gesù e Maria; la Società del Sacro Cuore; i Marianisti; i Missionari di Scheut; i Missionari del Cuore Immacolato di Maria. Hanno perso le proprie scuole anche le suore Salesiane di Don Bosco; i Fratelli del Sacro Cuore; le Suore di San Francesco d'Assisi; le Suore di San Giuseppe di Cluny; le Missionarie dell'Immacolata Concezione e le Suore della Carità di St. Hyacinthe. Le suore di Christ Marie Alphonse hanno perso un orfanotrofio e una scuola. Un disastro!
Con questa rete abbiamo iniziato la distribuzione di cibo che arriva così alla gente che sta vivendo per la strada. Mi sto facendo aiutare da alcune ONG, quelle che arrivate adesso hanno capito che il modo migliore per essere utili è sostenere chi già era qui, chi conosce la gente, che sa come muoversi. Ho chiesto ad alcuni amici di portare cisterne di acqua, ad altri di procurarmi tende, ad altri di aiutarmi con il cibo o con il materiale sanitario. Qui alla missione stiamo vivendo un’esperienza di Chiesa bella ed intensa.
La Conferenza dei Religiosi della vicina Repubblica Domenicana ha inviato una grossa comunità intercongregazionale di suore, circa 25 suore infermiere o medico, che ogni mattina dopo aver celebrato l’Eucarestia insieme partono per le zone periferiche dove hanno fatto nascere degli ambulatori improvvisati.
La sera ci si ritrova per condividere la giornata ed impostare la successiva. Con padre Giuseppe stiamo seguendo diversi progetti che partiranno a breve negli spazi della missione e per questo il padre mi ha chiesto di mandare un medico al mio ambulatorio di Waf Jeremie in modo da potermi fermare qui per coordinare le cose.
A fine mese arriverà il mio amico Ferdinando di Genova che da anni mi segue e per tre settimane mi coprirà l’ambulatorio, poi vedremo. Tre sono i progetti a cui stiamo lavorando: la creazione del centro di raccolta bimbi perduti in attesa che l’Unicef cerchi i familiari per poter ricostituire la famiglia, tanti bimbi stanno sparendo potenziando quel traffico che noi ormai da tanti anni esisteva in Haiti di bimbi “esportati” nella Repubblica Domenicana ed immessi in ogni tipo di traffico (prima del terremoto si parlava di 2000 bambini l’anno); la trasformazione di una parte della missione in ospedale riabilititativo per le migliaia di amputati (le stime sul campo parlano di 23.000 amputati, quelle ufficiali di 5.000) prevedendo protesi e fisioterapia; la costruzione di un grande centro educativo comprensivo di asilo, scuola di base, superiori e scuola professionale come scuola cattolica ufficiale del paese. Precise organizzazioni internazionali sosterranno i vari progetti, a noi è chiesta la disponibilità del luogo e del coordinamento.
La rete dei religiosi permetterà a queste opere di servire più aree della città. Sto verificando la possibilità con Kay La di sostenere una parte della scuola, magari l’asilo, occupandosi dei bimbi 3-5 anni quindi a rischio nutrizionale legando il lavoro a quello svolto dal nostro ambulatorio a Waf Jeremie… non è impossibile pensare un servizio scuolabus per portare anche i nostri piccoli amici al nostro asilo qui.
Ma devo capire bene se la cosa sarà veramente possibile e vi farò sapere. Intanto a Waf Jeremie, l’ONG Terre dos hommens ricostruirà l’ambulatorio Sen Franswa che è inagibile. E’ già arrivato l’ingegnere che lavorerà al progetto ed a breve inizieranno i lavori. Verrà poi assunto un pediatra haitiano ed una nutrizionista haitiana con cui ho già avuto contatto così che insieme ai nostri Alex, Puchon e James l’ambulatorio ptorà funzionare anche quando io tornerò nella Repubblica Domenicana.
Ok, le cose da dire sarebbero ancora tante ma volevo per ora raccontarvi cosa stiamo facendo, nella prossima mail cercherò di raccontarvi cosa vuole dire per me essere qui oggi e la bellezza di essere Chiesa che stiamo vivendo e che ci rende proprio diversi da chi annaspa per trovare soluzioni, proporre programmi, inventarsi progetti dimenticandosi che gli haitiani non sono un problema da risolvere, ma degli uomini da accompagnare all’incontro con il Destino.
Con affetto Marcella
Alla domanda di Maria Begnigno Bruni, Presidente IAD: e Bambini Ancora cosa può fare con i soldi raccolti fin’ora (circa seimila euro), suggerendole ancora l’alimentazione per i più piccoli
Marcella ha risposto così l’11 febbraio
Ottimo Maria, ieri ho ricominciato il programma nutrizionale e domani mi arrivano 500 kili di Medika mamba, il burro di noccioline. Sto cercando di comprarne anche pannolini e cose per i bimbi che adesso hanno meno di niente visto che con le case hanno perso il poco che avevano. Userò i vostri soldi per questo.
Spedisco subito perchè non ho connessione...si sono attaccati al nostro internet quelli della croce rossa Colombia e noi non riusciamo più ad avere connessioni stabili. Marci e poi così oggi: Sto partendo con un secondo ambulatorio tenda nella baraccopoli vicina e quindi li userò anche lì per i bimbi. Poi sto avviando altre cose ma aspetto a dirle di essere sicura di poterle far partire. Se riuscissi a trovarmi tre infantometri sarebbe ottimo e magari qualche cd vuoto così posso mandarvi foto visto che da qui non partono con internet.
Ho gia ordinato gli infantometri che spero di dare al medico genovese che parte per Haiti fra pochi giorni. Colgo l’ occasione per ringraziare tutti gli amici, anche quelli che non conosco personalmente, per la loro generosità e la loro sensibilità che ancora una volta hanno dimostrato verso i più piccoli. Con affetto e stima
Maria Benigno Bruni Presidente IAD Bambini Ancora ONLUS
